Pregiudizio antiebraico nell’Italia controriformata

La produzione artistica di età moderna è testimone di una serie di passaggi chiave legato a eventi storici, costumi e cultura materiale. Per affinarne le conoscenze e meglio leggerne i fenomeni è possibile consultare le opere d’arte come veri e propri documenti in quanto testimonianze materiali e visive di eventi, usi o pratiche.

Un esempio di questo tipo di operazione può essere l’indagine sul pregiudizio antiebraico nell’Italia controriformata. Seguendo la mappa della penisola si possono incontrare diverse tipologie di attributi iconografici identificativi degli ebrei, connessi alla storia peculiare del luogo di produzione o destinazione del dipinto o del contesto di formazione del pittore. Gli attributi indentificativi individuati forniscono un tassello per ricostruire la storia “visiva” degli ebrei in Italia, della loro rappresentazione, sia reale che dettata dal pregiudizio o da una lunga tradizione iconografica codificata e difficile da sostituire.


Antonio Campi, “Cena in casa del fariseo”

La produzione pittorica dei fratelli Campi, artisti cremonesi, abbonda di riferimenti iconografici che permettono di cogliere subito la figura dell’ebreo nella composizione, attingendo ancora alle forme del grottesco di tradizione medievale: i personaggi seduti a tavola, sulla destra, hanno i tratti del volto deformati da espressioni caricaturali.

Nel dipinto figura anche il tipico cappello rosso, visibile in altre opere dell’area cremonese, cartiglio da fariseo sul cappello, con l’aggiunta del cartiglio da fariseo (personaggio appoggiato alla tavola, a destra).

Antonio Campi, “Cena in casa del fariseo”, 1577

Cremona, San Sigismondo


Tiziano e la pittura veneziana dalla prima metà del Cinquecento

Anche la pittura veneziana dalla prima metà del Cinquecento testimonia l’imposizione dell’uso del cappello rosso per gli ebrei. Tiziano ci fornisce un dato in più: l’obbligo veniva spesso eluso coprendo l’attributo distintivo con un altro cappello di colore nero o con una cerata antipioggia. I pittori sono in genere molto attenti a far intravedere il rosso al di sotto del cappello nero per rendere il personaggio riconoscibile come ebreo, infatti, le rappresentazioni di questo tipo non sono casi isolati.

Tiziano Vecellio, “Cristo e l’adultera”, 1512

Vienna, Kunsthistorisches Museum

OPERE D'ARTE:
Cristo e l’adultera


Alessandro Fei, “Il laboratorio dell’orefice”

Come ci testimonia Alessandro Fei nell’opera “Il laboratorio dell’orefice” anche a Firenze era imposto l’uso del cappello rosso. In questo caso viene usato anche un altro attributo, quello degli occhiali (decisamente più universale, anche su scala Europea) che rimanda alla tradizione iconografica medievale della Sinagoga bendata in quanto incapace di riconoscere Cristo (si veda il personaggio a sinistra).

Il pittore sovrappone due attributi diversi per connotare l’uomo che osserva con attenzione il manufatto d’oro come un ebreo.

Alessandro Fei, “La bottega dell’orefice”, 1570-1572

Firenze, Museo di Palazzo Vecchio


Riferimenti iconografici nella pittura romana

Roma è interessata da una pluralità di riferimenti iconografici diversi e di varia tradizione: troviamo berretti gialli, frigi, rossi (anche coperti) in un miscuglio di oggetti identificativi prescritti (il segno giallo), cliché figurativi (il berretto frigio) e modelli importati da fuori (il cappello rosso coperto).

Un dipinto che rappresenta un caso interessante è la “Cacciata dal Tempio” di Cecco del Caravaggio, in cui l’unico attributo riconoscibile, a parte i tessuti rigati e il cappello rosso, sono gli occhiali di uno dei personaggi. Eppure, lo si evince dall’inventario Giustiniani, famiglia alla cui collezione appartenne il dipinto, i personaggi erano allora totalmente riconoscibili in virtù di quegli attributi, l’opera infatti era inventariata come “[…] l’Historia di Cristo che scaccia gl’Hebrei dal Tempio […]”.

Cecco del Caravaggio, “Cacciata dei mercanti dal tempio”, 1610-1620

Berlino, Gemäldegalerie, già Collezione Giustiniani, Roma


Come citare questo articolo

Ilaria Sanetti, "Una mappa del pregiudizio. Per l’identificazione degli ebrei nella pittura di età moderna", in in-italia.org, 2025-10-01 01:28
https://in-italja.org/storia/una-mappa-del-pregiudizio/
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