INTRO
Lettera del duca al podestà di Cremona: Mercadante è fuggito da Cremona con denari e beni appartenenti ai suoi creditori; il duca ha saputo dal suo familiare Orfeo Cenni che il podestà di Crema ha arrestato sua moglie e i figli, ma crede che Mercadante sia ancora nei paraggi e che intenda trovare un accordo con i suoi creditori; ordina al podestà di aiutarlo e di trattarlo in modo favorevole in ogni modo, perché il duca desidera che torni a Cremona; lettera del duca al podestà di Cremona: viene ringraziato per l’aiuto dato a Mercadante e viene avvisato che è stato inviato un salvacondotto per facilitare il ritorno di Mercadante a Cremona; al podestà viene ordinato di trattenere la famiglia e i beni di Mercadante; lettera del duca al podestà, al referendario, agli ufficiali delle bollette e al sindaco fiscale di Cremona: è soddisfatto della redazione dell’inventario di tutto ciò che Mercadante ha lasciato nella sua casa dopo essere fuggito dalla città con la sua famiglia; lettera del duca al podestà, al referendario e ai membri del consiglio comunale di Cremona: dopo aver appreso che Mercadante è fuggito dalla città senza un valido motivo, li esorta a descrivere i pegni e i beni trovati in casa sua e a custodirli in modo che tutti i suoi creditori possano essere pagati; lettera del duca al podestà di Pizzighettone: ora che tutti i pegni e i beni di Mercadante sono stati elencati, si ordina al podestà di assicurarsi che tutti gli oggetti siano custoditi con cura; lettera del duca al podestà e al referendario di Cremona: gli viene ordinato di arrestare il cognato di Mercadante, Lazzaro; inoltre il duca ha saputo che molte persone desiderano recuperare i pegni e ordina che questo compito sia affidato a tre persone di coscienza che consultino i libri e siano autorizzate ad accettare denaro in cambio della restituzione dei pegni; il duca desidera conoscere la somma totale raccolta e quanto Mercadante ha portato via con sé; lettera del duca al podestà di Pizzighettone: approva che questi non abbia inviato i pegni dalla banca di Mercadante a Cremona; ordina all’officiale di affidare a tre persone di coscienza il compito di scambiare i pegni con il denaro dovuto; lettera del duca al podestà e al referendario di Cremona: consiglia di dare la precedenza tra i creditori di Mercadante a Giacobbe, fratello di Bartolomeo e commissario dei lavorieri, che reclama 700 lire imperiali; lettera del duca all’officiale delle bollette di Cremona: è autorizzato a includere Simone tra gli altri creditori, se è in grado di verificare che a Simone sono dovuti 70 ducati da Mercadante; lettera del duca al podestà, al referendario di Cremona e all’officiale delle bollette: sono sollecitati a essere scrupolosi nel controllare insieme agli altri deputati i pegni da restituire e nel riscuotere il denaro, in modo che non manchi nulla; lettera del duca al podestà e al referendario di Cremona: è soddisfatto del controllo dei pegni, dei crediti e dei debiti di Mercadante; raccomanda inoltre all’officiale delle bollette che, pur avvalendosi di collaboratori fidati per continuare il lavoro iniziato, deve comunque controllare attentamente che non si possa commettere alcuna frode; lettera del duca al podestà, al referendario e allofficiale delle bollette di Cremona: tra i creditori di Mercadante ci sono Giacomo Zuppello e diversi fornasari, si ordina di pagarli immediatamente; lettera del duca al podestà, al referendario e allofficiale delle bollette di Cremona: sono invitati a controllare il credito di Zannino Mariano di 700 lire imperiali nei libri di Mercadante e nel caso pagarlo come gli altri creditori; lettera del duca allofficiale delle bollette: approva quanto fatto finora e concorda che Lazzaro e altri ebrei, soci di Mercadante, vengano interrogati per ottenere la verità; lettera del duca al podestà e al referendario di Cremona: Mercatante deve ancora al collegio ebraico 580 lire, che comprendono la tassa annuale e altre spese sostenute da loro per suo conto; si ordina di detrarre tale somma dai depositi della sua banca e di inviarla a Bassano Quinteri da Lodi, insieme ad altre 45 lire che Mercadante doveva sul debito totale di 2.000 ducati; lettera del duca al podestà e al referendario di Cremona: non è completamente soddisfatto dell’elenco dei creditori e dei debitori della banca di Mercadante e gli officiali dovrebbero quindi approfondire la questione; nel frattempo il podestà di Crema ha avvisato il duca che Mercadante vorrebbe tornare a Cremona e gli è stato inviato un salvacondotto; se è necessario interrogare Lazzaro e Speraindio dopo il loro arresto, gli officiali sono autorizzati a farlo nel modo che ritengono più opportuno; lettera del duca al podestà e al referendario di Cremona: hanno l’ordine di ascoltare le richieste del latore della lettera, Simone di Ferrara, e quindi di saldare prontamente il suo credito con Mercatante come è stato fatto per altri ebrei; lettera del duca al podestà e al referendario di Cremona: Angelo da Civitanova, castellano del castello di Santa Croce di Parma, ha impegnato con Mercatante una corregia, che gli era stata prestata dalla domina Angela, moglie del domino Babotto da Lodi; la signora vuole che le venga immediatamente restituita e gli officiali sono incaricati di cercarla tra i pegni del banco di Cremona e restituirgliela; lettera del duca al podestà e al referendario di Cremona: è lieto di apprendere che Mercadante è tornato in città e spera di potervi rimanere dopo aver raggiunto un accordo con i suoi creditori; se ciò avverrà, il duca incarica gli officiali di liberare Lazzaro e Speraindio; lettera del duca al podestà di Pizzighettone: viene incaricato di prelevare 384 lire imperiali dalla banca di Mercadante e di consegnare prontamente la somma allofficiale del duca (somma dovuta come tassa annuale); lettera del duca al podestà di Cremona: si ordina di intervenire nella disputa per un letto tra Mercadante e Giovanni de Sanctotio, castellano di Santa Croce; la questione deve essere risolta e Mercadante deve rientrare in possesso dei suoi beni; lettera del duca al podestà di Pizzighettone: ordina di restituire il banco e i beni a Mercadante non appena riceverà conferma degli accordi raggiunti con i creditori; lettera del duca al podestà e al referendario di Cremona: è lieto di apprendere che Mercadante ha raggiunto accordi con la maggior parte dei suoi creditori e ha deciso di rimanere a Cremona; ordina di restituire il banco e i beni a Mercadante e di comunicare al podestà di Pizzighettone di fare altrettanto; ordina inoltre agli officiali di liberare Lazzaro e Speraindio con una cauzione di 1.000 ducati d’oro, di fare in modo che non lascino la città e di impedire che il castellano di Santa Croce pretenda da Lazzaro 25 ducati; lettera del duca a Giovanni de Sanctotio,: ordina di liberare Lazzaro e di restituirgli tutti i suoi beni, senza esigere il pagamento di 25 ducati per la sua permanenza in carcere; lettera del duca al podestà e al referendario di Cremona: ordina di liberare Lazzaro e di lasciarlo andare dove vuole, a condizione che dia una garanzia; lettera del duca al podestà e al referendario di Cremona: Viviano, suocero di Mercadante, rifiuta di restituire i beni del genero perché i suoi figli, Lazzaro e Speraindio, sono ancora in prigione; si ordina di liberarli, lasciandoli liberi di andare dove vogliono, dopo che Viviano ha dato garanzia di rispettaere gli accordi; lettera del duca a Giovanni Pietro Saonara: si ordina di annullare la carta di credito di 400 lire che aveva richiesto a Lazzaro di Fiorenzuola, quando questi era in prigione e che era stata data da Bertolaccio di Fiorenzuola a suo nome; una lettera dello stesso tenore viene inviata al referendario di Cremona, chiedendogli di intervenire per evitare che Giovanni Pietro venga pagato due volte per lo stesso titolo di credito; lettera del duca al podestà di Pizzighettone: si ordina di restituire a Mercadante tutto il denaro detenuto dall’agente di Mercadante, Samuele, o che questi ha recuperato mentre era in possesso del banco; lettera del duca al podestà e al referendario di Cremona: diversi creditori di Mercadante che non hanno trovato un accordo con lui, tra cui Antonio Cavagnolo, chiedono il pagamento dei loro crediti; si ordina di provvedere affinché anche questi creditori si accordino con Mercadante; lettera del duca al referendario di Cremona: Bartolomeo de Bodoli, detto del Nicola, di Cremona ha assunto diversi obblighi pecuniari nei confronti di varie persone per conto di Mercadante; si chiede di convocare Mercadante e di fargli trovare un accordo con questi creditori; lettera del duca al vicario generale Antonio de Lantis, a sostegno della petizione ricevuta da Mercadante: si appella affinché si unisca al podestà, ai consoli di commercio, al referendario e agli altri officiali di Cremona per costringere i suoi debitori a pagare quanto dovuto; ciò consentirà a Mercadante di adempiere ai suoi obblighi nei confronti dei creditori che insistono per essere soddisfatti; lettera del duca ai consoli di commercio di Cremona: hanno l’ordine di obbligare Mercadante a pagare immediatamente il suo debito con Alberico di Anziani, anche se ciò è contrario alle lettere ducali recentemente emanate nei suoi confronti; lettera del duca ad Antonio de Lantis: gli viene ordinato di non intervenire nella disputa tra Gabriele Oldonino e Mercadante, in quanto hanno già trovato un accordo; lettera del duca al podestà di Cremona: si stupisce del fatto che la questione di Mercadante e dei suoi debitori non sia ancora stata risolta; ordina ancora di agire tempestivamente affinché tutti i debiti siano pagati a Mercadante, consentendogli a sua volta di pagare i suoi creditori
SCHEDATORE: Luca Campisi









