LUOGO EVENTO: Ivrea

DATA EVENTO:

DESCRIZIONE

Manuele de Franca apre un’inchiesta sulle gravissime accuse mosse al falegname Antonio de Vallexia, a Guglielmo de Stillino e a suo figlio Giovannetto, a Giovannetto Sellerio, al barbiere Domenico di Viverone, a Silvestro de Labarberia, a Giacomo de Arduino, a Geronimo, figlio di Michele de Curnis, a Giovanni (Gian) Dot, a Giacomo, servitore di mastro Guglielmo Mareschi, a Morando, servitore del nobile Giovannetto de la Stria, a Giovannetto di Villadossola, a Giovanni di Santhià, a Giorgio di Montalto (Dora), ad Antonio de la Vianella e a Filiberto, figlio del nobile Ardizoneto de Talianis; sono accusati di essere entrati in casa di Vivando nella notte tra domenica e lunedì, armati, con l’obiettivo di uccidere l’ebreo e la sua famiglia e di derubarli, in spregio al duca, della cui protezione gli ebrei godono; il giudice ordina al nobile Giacobbe Fauzone di Mondovì, collaterale del podestà, di imprigionare tutti gli accusati nella fortezza di Ivrea; Giovannetto, interrogato in carcere dal giudice, ammette di essere stato presente mentre la casa degli ebrei veniva saccheggiata da una banda di dieci persone; lui stesso non ha fatto del male a nessuno, ma ha solo rubato dei vestiti; Guglielmo de Stillino ammette al giudice di essere stato presente mentre la casa di Vivando veniva assalita da uomini mascherati, e spiega il suo arrivo come dovuto alla voce che la casa stava bruciando




SCHEDATORE: Luca Campisi

LEGAMI