LUOGO EVENTO: Torino

DATA EVENTO:

DESCRIZIONE

Il duca passa in rassegna le difficoltà di Bonafide e di suo figlio; loro beni erano stati sequestrati, su suo ordine, dai suoi commissari speciali Giovanni Faverio, Lorenzo Rabicini e Bartolomeo di Lucerna, inventariati e consegnati al fisco; Bonafide fu portato da Nizza a Torino come prigioniero e Josep da Savigliano a Torino; al suo arrivo Josep implorò il duca di liberare loro e i loro fiduciari e di restituire i loro beni e promise di rispettare tutte le sanzioni imposte loro; Ludovico di Savoia riconosce la veridicità dell’affermazione di Josep, secondo cui essi erano sempre stati fedeli e leali al loro sovrano e ai suoi funzionari, e che Bonafide non viveva più in patria cismontana, ma a Nizza; ricorda la loro grande generosità e ordina la loro liberazione, dopo che hanno dato adeguate garanzie di non lasciare il Ducato e di non esportare nulla da esso; potranno solo acquistare beni all’estero e importarli; rimette tutte le inchieste e le pene che li riguardano, ordinando ai suoi officiali di conformarsi a questo decreto, pena l’indignazione ducale e una multa di 100 marchi d’argento; sono presenti il cardinale di Cipro, il vescovo di Torino, Giovanni de Saxo, Guglielmo di Confienza, Francesco Ravasii e Ludovico Bonivardi; il Duca esonera Bonafide dal pagamento per l’apposizione del sigillo ufficiale a queste scritture ducali




SCHEDATORE: Luca Campisi

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