INTRO
I consoli di Chivasso convocano la Credenza a un’ora insolita del giorno per dare udienza a frate Antonio da Cremona, che ha chiesto che siano presenti anche gli ebrei; Salamon, Moyse e Donino si presentano a nome di tutti gli ebrei che vivono a Chivasso e si rifiutano di rinunciare alla loro fede e alla loro attività di prestito di denaro, né intendono lasciare la città finché il duca permetterà loro di restare; il frate esorta allora tutti i padroni di casa a sfrattare gli ebrei dalle loro case, pena la scomunica; i tutori dei figli minori dei defunti nobili Secondino Sicardo e Giacomino de Pado, e Giovanni di Foglizzo si associano alla richiesta di sfrattare gli inquilini ebrei dalle loro case entro un mese, dopo che gli ebrei sono stati avvisati della loro espulsione dagli officiali del Comune
SCHEDATORE: Luca Campisi









