INTRO
Per ordine del vicario, tutta la famiglia di magister David Choen deve stare lontana dalle case che Amedeo Foa, Josep de Trevex e Jacoleto hanno affittato per tutto il tempo in cui il contratto di locazione è valido, pena una multa di 20 lire ciascuno per ogni infrazione; David si presenta subito davanti al vicario e sostiene che la sentenza è lesiva; David sostiene che la sentenza del vicario è nulla in quanto egli è in possesso di un permesso del padrone di casa, Giacomo Testa di Avigliana, per andare e venire dalle case in cui vivono i suddetti ebrei; chiede pertanto la revoca della sentenza; il 13 febbraio, il vicario dichiara che il 25 gennaio ha notificato a tutti gli ebrei che vivono a Savigliano, e principalmente a quelli che conosce personalmente, cioè Amedeo Foa, Bonafe de Zalono, Bonafe de Cremi, Isac Levi, Jacoleto cambiatore, Jantil (moglie di Amedeo) e Joia (figlia di Davide), che, sotto pena di 100 lire, non devono celebrare le nozze della detta Joia fino a quando la questione non sarà legalmente risolta; David sostiene che non deve diventare la sposa di Bonafe Morelli, mentre il futuro sposo insiste perché lo diventi; il vicario ribadisce la sua sentenza dell’8 febbraio e avverte personalmente Leone Choen e sua moglie, nonché la moglie di David, che devono stare lontani dalle abitazioni di Amedeo Foa e Josep de Trevex, sotto pena di 10 lire; David si presenta immediatamente al vicario, sostenendo di avere una licenza scritta datagli il giorno prima dal padrone di casa, Giacomo Testa
SCHEDATORE: Luca Campisi









