LUOGO EVENTO: Piacenza

DATA EVENTO: 1477, dicembre 21 - 1478, maggio 26

DESCRIZIONE

Lettera agli officiali ducali di Piacenza: vengono informati che Isacco di Piacenza ha il permesso di fondare un banco in città, in sostituzione di Salomone, secondo la carta dei privilegi del 1473; ricevuta la lettera, gli officiali proclamarono pubblicamente che Salomone non era più un prestatore di denaro a Piacenza e che d’ora in poi ci si sarebbe dovuti rivolgere a Isacco per questioni di prestiti; quando gli anziani della città ne vennero a conoscenza, si recarono dal commissario, su richiesta di Salomone, e chiesero la revoca dell’ordine, sulla base dell’accordo tra Salomone e la città; lettera dei priori e degli anziani di Piacenza a duca e alla duchessa: li avvisano che stanno inviando un messo, che ha pieni poteri per rappresentare la città nelle trattative sulle banche di Piacenza; lettera del commissario di Piacenza al duca e alla duchessa: ha ricevuto la loro lettera del 24 dicembre, in cui esprimono il loro stupore per il fatto che il funzionario abbia cercato di annullare l’ordine e l’avviso pubblico in relazione alla fondazione del banco da parte di Isacco, figlio di Menasse; il commissario nega l’imputazione, ma ammette che gli anziani della città si sono lamentati con lui della discriminazione nei confronti di Salomone; lettera del commissario di Piacenza al duca e alla duchessa: li informa che Isacco e suo figlio Menasse gli hanno mostrato la carta che dà loro il diritto di stabilire un terzo banco a Piacenza; anche gli anziani della città hanno espresso la loro soddisfazione, sottolineando che, poiché a Fiorenzuola ci sono cinque banche, è bene che Piacenza ne abbia tre; lettera degli anziani di Piacenza al duca e alla duchessa: confermano il ricevimento dei loro ordini del 14 marzo e allegano una petizione dell’altro Isacco (Isachino); gli anziani chiedono inoltre che venga ordinato ai banchieri di Piacenza di vendere all’asta i pegni non riscattati, in modo che le entrate in eccesso possano essere restituite ai mutuatari; lettera del commissario di Piacenza al duca e alla duchessa: riferisce che, sebbene gli anziani della città abbiano accettato gli ordini relativi all’apertura di un terzo banco da parte di Isacco e Menasse, ciò non ha impedito loro di raccomandare l’altro Isacco (Isachino), il rivale di Isacco e Menasse.; il commissario suggerisce anche che è giunto il momento di porre fine alle liti tra questi ebrei; lettera degli anziani di Piacenza al duca e alla duchessa: li informano di aver ricevuto l’ordine di porre fine alla controversia sui banchi ebraici e che stanno facendo quanto ordinato; lettera del vicario di Piacenza: indica che le parti continuano a litigare




SCHEDATORE: Luca Campisi

LEGAMI