LUOGO EVENTO: Cremona

DATA EVENTO: 1469, marzo 30 - maggio 2

DESCRIZIONE

Lettera della madre superiora del convento di San Benedetto al duca, a proposito di Caracosa, che si è convertita al cristianesimo di sua spontanea volontà e si è unita al loro ordine: senza alcun fondamento, i suoi parenti ebrei contestano la legalità del procedimento; il duca ha ordinato che Caracossa venga trasferita in un convento di Milano affinché l’Arcivescovo di Milano possa verificare la sincerità del suo desiderio di diventare cristiana; le suore eseguiranno l’ordine del duca, ma esprimono il loro rammarico per la sua decisione.
Lettera del duca al vescovo di Cremona: ordina di inviare Caracosa a Milano affinché l’Arcivescovo di Milano possa accertare la sincerità del suo desiderio di diventare cristiana.
Lettera del duca al commissario di Cremona: chiede di provvedere all’esecuzione delle sue istruzioni.
Lettera del vescovo di Cremona al duca: si lamenta delle sue istruzioni e cerca di evitare di rispettarle.
Lettera del vescovo di Cremona al duca: lo esorta a punire gli ebrei arrestati su suo ordine per aver cercato di riportare Arcangela/Caracosa all’ebraismo; il vescovo informa inoltre il duca che nella vicenda erano coinvolti altri ebrei oltre a quelli arrestati, il cui capo, Sabato, è descritto come estremamente ricco; il vescovo esorta il duca a far punire gli ebrei con la massima severità consentita dalla legge e si offre di aiutare gli officiali ducali in questo compito.
Lettera del vescovo di Cremona al duca: esprime la sua soddisfazione per il fatto che Arcangela/Caracosa sia rimasta cristiana e loda il duca per la sua parte nella vicenda; attacca gli ebrei che hanno cercato di impedirlo e si lamenta del fatto che gli ebrei si muovevano liberamente per la città, in particolare il Venerdì Santo, invece di essere confinati nelle loro case; mentre stavano festeggiando la loro apparente vittoria, seguendo le istruzioni del duca di inviare Caracossa a Milano, il vescovo ha arrestato alcuni ebrei che cercavano di convincere Caracossa a tornare all’ebraismo; le persone coinvolte sono circa trenta, oltre a quelle già arrestate, e il vescovo si offre di aiutare a punire i colpevoli.
Lettera del podestà di Cremona al duca: comunica di aver ricevuto l’ordine di arrestare e mandare a Milano Bonaventura, magister Vitale, Mosè, Marco, Benedetto e Orso, tutti banchieri, oltre ad Angelo e magister Elia; l’officiale ha già arrestato tutti i banchieri ad eccezione di Marco; Orso, però, è malato e deve essere lasciato a casa sua, sotto scorta; Marco e Angelo erano fuori città e sono fuggiti quando hanno saputo del conflitto; Elia, che di mestiere fa il sarto, è stato a lungo via per visitare il fratello Davide a Piacenza; il podestà ha pignorato i beni dei prigionieri.




SCHEDATORE: Luca Campisi

LEGAMI