INTRO
Lettera del podestà di Alessandria al duca: un cristiano ha accusato Benedetto e sua moglie Bona di essersi rifiutati di restituire un pegno che aveva depositato nel loro banco di Gavi e di essere fuggiti a Padova; il vicario del podestà di Alessandria ha indagato sull’accusa e il podestà ha riferito al duca che è stato fatto un attento esame dei libri contabili della banca, ora in possesso di un nuovo proprietario, Benione; la traduzione delle scritture ebraiche ha dimostrato che non c’è stata alcuna frode, ma la moglie di Benedetto, Bona, pare abbia commesso un errore nel totale annuale; nel frattempo i due sono tornati ad Alessandria; se venisse provata la frode nei confronti di Bona, la pena sarebbe l’esilio dal regno e il podestà chiede quindi istruzioni per il caso in questione.
SCHEDATORE: Luca Campisi









