INTRO
Lettera di un procuratore di Pavia al duca, in merito a una causa discussa davanti al podestà: Giuseppe e suo figlio, Abramo di Alessandria, hanno accusato i fratelli Giuseppe di Broni e Isacco di Piacenza e Salomone di Monza di averli truffati della somma di 375 ducati circa quattro anni fa, cioè nel 1463; secondo l’allegata relazione del podestà di Pavia, il podestà stesso ha interrogato gli accusatori e gli accusati, ed è giunto alla conclusione che i fratelli Giuseppe e Isacco, quando si trovavano a Pavia, decisero di estorcere una somma di denaro a Giuseppe e a suo figlio Abramo, accusandoli di aver tagliato le monete; Giuseppe e Isacco sostengono che, in realtà, l’altro Giuseppe ha commesso uno spergiuro e suo figlio Abramo ha fornicato con una donna cristiana; i fratelli si sono impegnati a risolvere la questione con un pagamento di 350 ducati; hanno ricevuto anche altri 25 ducati da Giuseppe e Abramo come pagamento per il disturbo e altri 10 ducati per le spese; hanno tenuto la maggior parte del denaro, tranne una piccola somma che hanno pagato al duca per la grazia; in questo episodio è stato coinvolto anche Salomone, che ha prestato ad Abramo 100 ducati, o almeno ha finto di prestarglieli
SCHEDATORE: Luca Campisi









