INTRO
Lettera del duca al commissario, al podestà e ai delegati agli affari di Cremona: li informa che Giuseppe, che ha lasciato la città, non può tornare a viverci o a gestire un banco di prestito, e che gli ebrei locali devono prestare denaro alla gente di campagna allo stesso tasso di interesse richiesto ai residenti della città, cioè 6 e non 8 denari per lira; lettera del duca al commissario di Cremona: Giuseppe ha protestato perché il duca non gli permette di tornare a Cremona e riaprire un banco di prestito; il duca ordina al commissario di convocare i delegati agli affari e il consiglio del comune e di ottenere un accordo favorevole a Giuseppe, che non incorrerà nella censura ecclesiastica; lettera del duca al vescovo di Cremona: gli trasmette una copia della sua lettera al commissario per consentire a Giuseppe di tornare a Cremona e riaprirvi un banco di prestito
SCHEDATORE: Luca Campisi









