LUOGO EVENTO: Pavia

DATA EVENTO: 1479, aprile 21-28

DESCRIZIONE

Lettera al commissario di Pavia: il vicario vescovile di Pavia, Antonio Malvicino, ha accusato Donato di aver portato ad Arena Po un ragazzo di nome Turluru e, con Bellomo, di averlo crocifisso; per evitare disordini in città, il Senato ordina il trasferimento di Donato e Bellomo a Milano; l’accusa sarà esaminata e, se i due uomini saranno ritenuti colpevoli, saranno puniti; inoltre, al commissario viene ordinato di impedire qualsiasi atto ostile contro le case degli ebrei; lettera al commissario di Pavia: Antonio Malvicino, vicario vescovile di Pavia, ha presentato al Senato il bambino Turluru, che secondo gli abitanti di Pavia sarebbe stato ucciso da Bellomo e da altri ebrei; si ordina al commissario di liberare tutti gli ebrei, uomini e donne, che sono stati arrestati con questa accusa e di restituire tutti i loro beni; lettera al Comune di Pavia: i delegati del comune di Pavia, il vicario vescovile Antonio Malvicino, Ambrogio Pizzone e il monaco Boniforte Strazapatta, convocati in Senato in relazione all’episodio del ragazzo, Turluru, che Bellomo è stato ingiustamente accusato di aver crocifisso ad Arena Po, hanno protestato contro l’intervento del duca nella vicenda; il Senato conferma che il duca ha il diritto di assumere la giurisdizione su casi del genere e di indagare, anche se il processo sarebbe stato affidato al podestà locale; il Senato decide di informare il Comune, indicandogli di rilasciare tutti gli ebrei arrestati con questa falsa accusa e di restituire tutti i loro beni confiscati




SCHEDATORE: Luca Campisi

LEGAMI