INTRO
La comunità ebraica del Ducato si rivolge al duca Gian Galeazzo Maria Sforza e alla duchessa Bona in seguito all’accusa di omicidio rituale a Pavia, rivelatasi falsa; gli ebrei sono stati recentemente oggetto di diverse false accuse, in particolare di omicidio rituale; c’è stato un caso a Valenza in cui gli ebrei si sono salvati solo perché il ragazzo che si diceva fosse la vittima è stato trovato annegato in una fossa; ci sono stati altri casi a Monte Castillo e Bormio, e due a Pavia prima di quello attuale, in cui i due accusati hanno ammesso le accuse e, se non fosse stato trovato il ragazzo, sarebbero stati trattati peggio degli ebrei di Trento; gli ebrei non devono essere ritenuti responsabili per ogni bambino perso; la comunità elenca i soliti punti per cui è irragionevole supporre che gli ebrei usino sangue umano per scopi rituali, cita esperti ebrei e teologi cristiani a sostegno, e termina chiedendo che il duca e la duchessa emettano ordini che d’ora in poi nessun ebreo possa essere processato per omicidio rituale; se viene formulata un’accusa di questo tipo, i funzionari dovrebbero inviare i sospetti a Milano per essere processati; nel frattempo gli accusati non dovrebbero essere torturati, privati dei loro beni o sottoposti a qualsiasi altra disabilità; se i sospetti vengono giudicati colpevoli, devono essere puniti secondo la legge; se vengono giudicati innocenti, devono essere rilasciati e i loro accusatori devono subire la punizione che gli accusati avrebbero subito se fossero stati giudicati colpevoli; in considerazione della petizione, il duca e la duchessa danno istruzioni ai loro officiali affinché nessun ebreo venga arrestato per omicidio rituale senza due testimoni attendibili che attestino il crimine; in questi casi, i sospetti devono essere inviati al duca e alla duchessa, che nomineranno un giudice per esaminare la questione; se i sospetti vengono dichiarati innocenti, i calunniatori devono essere puniti per le loro calunnie e per il danno che hanno arrecato ai sospetti; gli spergiuri saranno puniti secondo la legge vigente sulla falsa testimonianza (a margine: un notaio ha confermato l’autenticità del documento)
SCHEDATORE: Luca Campisi









