INTRO
Lettera del duca al podestà di Pavia: in seguito alla protesta di Isacco, figlio del fu Manasse di Piacenza, si ordina di rilasciare il fratello di Isacco, Giuseppe di Broni, e suo zio, Salomone di Monza, dietro garanzia di 200 ducati da parte di ciascuno; tutti i documenti relativi alla loro controversia devono essere trasferiti al commissario di Piacenza, al quale è stata affidata l’intera questione; lettera del duca al commissario di Piacenza: viene informato che su richiesta di Isacco è stato ordinato al podestà di Pavia di rilasciare il fratello Giuseppe e suo zio Salomone, dietro garanzia di 200 ducati che si presenteranno immediatamente davanti al commissario; il commissario deve risolvere la controversia in cui sono impegnati con alcuni altri ebrei; lettera del duca al podestà di Pavia: ordina di rilasciare immediatamente Giuseppe di Broni, arrestato sulla base della denuncia di Giuseppe d’Alessandria e di suo figlio Abramo, che lo accusano di essersi appropriato di 250 ducati d’oro che avrebbe dovuto consegnare al defunto duca; il duca si stupisce che sia stata estorta una confessione a Giuseppe con la tortura; il caso è stato consegnato al commissario di Piacenza, al quale devono essere consegnati tutti i documenti, e il duca ordina che né Giuseppe, né Isacco, né Salomone siano perseguitati finché il commissario non avrà risolto il caso; lettera del duca al commissario di Piacenza: gli affida l’incarico di esaminare la controversia che i fratelli Isacco e Giuseppe, insieme allo zio Salomone, stanno conducendo contro Giuseppe e Abramo di Alessandria e sollecita il funzionario a risolvere il caso; lettera del duca al podestà di Pavia: ha saputo che Giuseppe è innocente e ordina al podestà di liberarlo immediatamente dal carcere; Pietro Pagnano, segretario ducale, deve trasmettere un ordine per istruire il commissario di Piacenza: Giuseppe, figlio del fu Giacobbe di Alessandria, deve essere rilasciato solo dopo aver ricevuto la garanzia che entro i primi di agosto pagherà i 1000 ducati d’oro a Milano o a Piacenza, secondo l’accordo preso con il suo rappresentante, Aronne di Castellazzo; lettera del duca al commissario di Piacenza: ordina di ritardare il rilascio di Giuseppe d’Alessandria fino a quando Petro Pagnano non comunicherà la ricezione o la garanzia dei 1000 ducati d’oro; il duca informa il commissario che il prigioniero e i fratelli Isacco e Giuseppe hanno deciso di scegliere un amico fidato tra gli ebrei piacentini e si accorderanno sulle questioni ancora aperte; lettera del duca al commissario e al luogotenente della regione dell’Oltrepò: ordina di liberare Giuseppe di Broni, arrestato e consegnato loro dal podestà di Castellazzo su istanza di Aronne di Alessandria; i due ebrei devono essere inviati immediatamente al duca
SCHEDATORE: Luca Campisi









