INTRO
Grassino di Pavia rivolge una petizione al duca: aveva intrapreso un viaggio verso Milano per pagare all’erario le tasse degli ebrei di Pavia e Lodi, ma durante il viaggio verso Milano fu trattenuto a Lodi per più di venti giorni, a causa della peste; il commissario di Lodi ha informato gli officiali incaricati dei permessi di soggiorno, ma quando Grassino è arrivato a Milano ha davuto passare la notte in una locanda fuori città perché non aveva ancora ricevuto il permesso; lì è stato arrestato dai funzionari e gli sono stati sequestrati i beni; chiede di essere rilasciato e che gli vengano restituiti i beni (in allegato la risposta dei funzionari, che smentiscono la dichiarazione di Grassino: egli non è venuto a Milano per pagare le tasse all’erario; non era mai stato a Pavia e, anzi, da tre anni vive a Nizza; Manno, padre di Grassino, si è rifiutato di partecipare al pagamento della tassa sugli ebrei; inoltre, il commissario di Lodi non ha alcuna autorità per intervenire nella concessione dei permessi di ingresso a Milano; naturalmente, essi faranno tutto ciò che il duca ordina, ma chiedono di ricevere per intero la loro parte di multa dovuta da Grassino a causa della sua violazione dei regolamenti)
SCHEDATORE: Luca Campisi









