INTRO
Lettera del vescovo di Cremona al segretario del duca, in merito alla protesta presentata dagli ebrei cremonesi: sostiene che non è stato lui, ma la duchessa, a costringere gli ebrei di Cremona a portare il segno distintivo e che l’ordine è stato emesso dai funzionari ducali; aggiunge che se avesse rimproverato i predicatori, questi avrebbero lapidato gli ebrei locali; allo stesso tempo, il vescovo si lamenta del fatto che gli ebrei lo stanno calunniando e chiede al duca di indagare sulla questione e di punire gli ebrei se le loro calunnie si rivelano infondate; lettera del vescovo di Cremona alla duchessa: accusa gli ebrei di attaccare il cristianesimo, di calunniare e di fornicare con donne cristiane; gli ebrei sono anche accusati di impiegare i cristiani, di dare loro da mangiare e da bere e di commettere altri reati; la Chiesa permette agli ebrei di vivere tra i cristiani solo a condizione che portino il distintivo ebraico, e il vescovo chiede che la duchessa faccia in modo che questa condizione sia rispettata a Cremona; gli ebrei esibiscono carte, confermate dal duca, che li esentano dall’indossare il distintivo ebraico, ma il vescovo ritiene che se c’è una contraddizione tra questi privilegi e la legge divina, quest’ultima deve prevalere; propone quindi di essere autorizzato ad applicare la legge ecclesiastica nel caso degli ebrei di Cremona, in particolare per quanto riguarda l’uso del distintivo ebraico; lettera di un funzionario di Cremona alla duchessa: chiede di non revocare le istruzioni del vescovo secondo cui gli ebrei cremonesi devono indossare il distintivo ebraico, poiché i residenti sono contenti che tali istruzioni siano state emanate
SCHEDATORE: Luca Campisi









