INTRO
Lettera del podestà di Alessandria al duca: Benino (Benione) di Gavi è stato accusato da Benedetto (Baruch) e Bona di averli citati in giudizio davanti all’autorità giudiziaria ducale ed è stato multato di 55 ducati, come previsto dalla carta dei privilegi degli ebrei del Ducato; il podestà, incaricato di indagare sulla questione, informa il duca di aver scoperto che le pretese della coppia non avevano alcun fondamento; in questo caso, il duca annuncia che Benione è innocente; ordine di Giovanni Attendolo: Benino di Gavi è innocente dell’accusa per cui è stato arrestato e l’Attendolo ordina di annullare la fideiussione di Benino per consegnarsi al podestà di Alessandria; lettera del duca al podestà di Alessandria: essendo stata provata l’innocenza di Benione, si ordina al podestà di processare e punire tutti coloro che hanno testimoniato contro di lui e lo hanno accusato di falsa testimonianza e di aver contraffatto lo statuto; Benione è autorizzato a prendere provvedimenti legali contro i suoi avversari, anche contro i termini della condotta; lettera del duca al podestà di Alessandria: Benedetto e Angelo sono stati arrestati per la loro testimonianza contro Benione; il duca vuole scoprire la verità e ordina al podestà di indagare e di agire insieme al procuratore e all’auditore fiscale della città; lettera del duca al podestà di Alessandria: Angelo e Benedetto, che sono stati arrestati, hanno chiesto di essere rilasciati con la garanzia di comparire al processo; si trasmette la richiesta al podestà, lasciando a lui la decisione; lettera del duca al podestà di Alessandria: è stupito che prima sostenesse l’innocenza di Benione, mentre ora insista sull’innocenza di Angelo e Benedetto, che hanno testimoniato contro di lui; ammonisce l’officiale a procedere con cautela
SCHEDATORE: Luca Campisi









