LUOGO EVENTO: Vercelli

DATA EVENTO:

DESCRIZIONE

Il Consiglio di Vercelli, dopo aver modificato alcuni termini dell’accordo raggiunto tra Angelo e i suoi deputati, li autorizza a firmare la condotta: le due parti si incontrano e concordano che la carta è nell’interesse comune; il notaio e cancelliere del comune, Giacomo de Raspa, è incaricato di redigere l’atto; Angelo, suo padre Abram e la loro famiglia dovranno risiedere e fare affari a Vercelli per dieci anni; viene garantita loro una giustizia sommaria e la piena protezione da ogni vessazione e inchiesta inquisitoria; devono pagare dazi e accise, ma sono esentati da “muneribus et oneribus, prestancis, factionibus et angariis realibus et personalibus”; in caso di emergenza, devono prestare al comune 100 fiorini per un semestre; l’interesse sui pegni è fissato a 9 denari e 1 quarto per fiorino al mese; possono affittare una o due case in città per la loro residenza, una per i loro affari e un luogo di sepoltura; possono impiegare servitori e infermieri cristiani, maschi e femmine, purché vivano in edifici separati; possono offrire ospitalità nelle loro case a qualsiasi ebreo di loro scelta, purché sia gradito al duca e alla città; se il duca o Vercelli intraprendono azioni di guerra in qualsiasi luogo in cui ci siano membri o banche di Angelo, gli ebrei non saranno danneggiati; nessun altro è autorizzato a gestire una banca di prestiti; Vercelli assisterà gli ebrei nell’ottenere il consenso del duca




SCHEDATORE: Luca Campisi

LEGAMI