INTRO
Il Duca conferma la ricezione della petizione presentatagli da Francesco Cerrati, in qualità di inviato di Cuneo e del suo contado; secondo questa petizione, la povertà della città è aumentata da quando gli ebrei vi si sono stabiliti; Cuneo è ora del tutto indigente e talmente spopolata da non essere in grado di fornire sufficienti guardie per la sua difesa; l’unico rimedio è quello di espellere gli ebrei in perpetuo dall’intero distretto; il Duca ammette la verità di queste lamentele, suffragate anche da informazioni segrete da lui ottenute, e oncede a Cuneo il privilegio perpetuo e la franchigia che gli ebrei siano espulsi su ordine del vicario, previo equo pagamento dei loro beni; da quel momento in poi nessun ebreo sarà più autorizzato a vivere a Cuneo e nel suo distretto; tutti gli ufficiali sono autorizzati ad espellere qualsiasi ebreo che cerchi di stabilirsi in città e nessuno potrà affittare, locare o vendere un’abitazione a un ebreo, né a nessun ebreo sarà permesso di vendere cibo nei giorni di mercato, pena la confisca della merce e una multa di 20 soldi; gli ebrei in transito potranno alloggiare nelle loro locande; agli ebrei viene concesso un mese di tempo per lasciare Cuneo, una volta che si saranno liberati dei loro beni
SCHEDATORE: Luca Campisi









