INTRO
Informato dal commissario di Piacenza, Francesco Maletta, sulla questione del terzo banco di prestito di Isacco e Manasse, il Senato decide di non sollevare ulteriori obiezioni dopo l’accettazione delle lettere di brevetto del banco; la decisione del Consiglio di Giustizia deve essere rispettata; in relazione alla controversia tra gli ebrei piacentini in merito al terzo banco di prestito, il Senato decide che non si debbano apportare modifiche e che si debbano seguire le indicazioni contenute nella lettera del segretario del duca, Cicco; Isachino si è lamentato perché il Consiglio di Giustizia ha concesso a Isachone il permesso di gestire un terzo banco di prestito; il Senato lascia al Consiglio di Giustizia la facoltà di prendere le misure che ritiene più opportune per evitare ulteriori motivi di reclamo; il Senato rimette al Consiglio di Giustizia la protesta di Isacco e Manasse di Piacenza e la lettera del commissario Francesco Maletta, dando a quest’ultimo piena facoltà di risolvere equamente la controversia; per quanto riguarda la controversia tra Isachino e Isachone e i loro soci in merito al terzo banco di prestito, il Senato decide che spetta al Consiglio di Giustizia prendere una decisione adeguata, in modo che nessuna delle parti abbia più motivo di lamentarsi; il Senato decide che le lettere del Comune di Piacenza sulla controversia dei tre ebrei siano consegnate al Consiglio di Giustizia; il Senato decide che la controversia tra Isachino e Isachone, già portata davanti al Consiglio di Giustizia, sia giudicata da Giovanni Andrea Cagnola; Filippo Ferrusino sollecita il Consiglio di Giustizia a risolvere la controversia tra Isachino e Manasse di Piacenza; il Senato stabilisce che la decisione presa dal Consiglio di Giustizia in merito alla controversia tra Isachino e Manasse sia comunicata al commissario e agli anziani di Piacenza; questi ultimi dovranno eseguire le disposizioni delle lettere patenti che sono state concesse; il duca si compiace che gli officiali e gli anziani di Piacenza abbiano accettato con reverenza la concessione del terzo banco a Isacco e a suo figlio Manasse, nonostante egli stesso fosse inizialmente contrario alla sua concessione; il duca ordina al commissario, insieme al podestà e al referendario, di convocare gli anziani e di convincerli a non occuparsi più delle faccende degli ebrei e a eseguire la decisione presa dal Consiglio di Giustizia
SCHEDATORE: Luca Campisi









