INTRO
Lettera di Giuseppe e Isacco Sacerdote al duca: Giuseppe e Isacco, figlio di Menasse, hanno ottenuto il permesso di prestare denaro a interesse a Piacenza e il loro statuto stabiliva che nessun altro ebreo avrebbe potuto vivere e prestare denaro a interesse in città senza il loro permesso; Isacco possiede solo un terzo di una delle due banche, mentre Giuseppe ha lasciato la città, affidando la sua banca ad altri, che la gestiscono a suo nome; nascondendo la realtà dei fatti, Isacco ha indirizzato una petizione al duca chiedendo di confermare il suo diritto di impedire ad altri ebrei di venire a Piacenza; il duca ha accolto la sua richiesta e Giuseppe e Isacco Sacerdote, che tra loro possiedono cinque sesti delle due banche e pagano le tasse di conseguenza, si ritengono danneggiati; è ingiusto che Isacco, figlio di Menasse, da solo, che possiede solo un terzo di una banca abbia l’autorità di permettere o vietare ad altri ebrei di stabilirsi a Piacenza e di prestarvi denaro; Giuseppe e Isacco Sacerdote chiedono quindi che questa autorità sia estesa anche a loro
SCHEDATORE: Luca Campisi









