INTRO
Lettera dell’officiale ducale al duca: lo informa che Mercadante è nuovamente fuggito da Cremona, portando con sé la moglie e i figli; il funzionario ha sigillato le porte della casa di Mercadante e vi ha piazzato delle guardie; Mercadante ha numerosi creditori, ma i beni che ha lasciato a Cremona sono considerevoli; segue un’altra comunicazione dello stesso officiale, che riferisce che Mercadante ha lasciato il Ducato (in allegato un’analoga relazione di altri officiali, tra cui uno di Pizzighettone, dove Mercadante ha un’altra banca, e una lettera di un altro officiale, datata 14 febbraio, in cui si riferisce che, vista la fuga di Mercadante, egli non può portare a termine la controversia tra l’officiale ducale e Mercadante); diverse altre comunicazioni di officiali cremonesi illustrano l’inventario dei beni rimasti nella banca; le chiavi sono in possesso del cognato di Mercadante, Lazzaro; uno dei funzionari è favorevole a interrogare Lazzaro sotto tortura, ma il podestà lo impedisce; lettera del podestà di Cremona al duca: lo informa che Mercadante si è presentato a Cremona di sua spontanea volontà e ha annunciato di voler trovare un accordo con i suoi creditori; lettera del podestà al duca: riferisce che Mercadante e Salomone si sono recati da lui per comunicargli di aver trovato un accordo con diversi creditori e per chiedere la rimozione del pegno sulla banca di Mercadante; il funzionario chiede istruzioni e avverte il duca che il castellano sta facendo morire di fame il cognato di Mercadante, Lazzaro, da lui detenuto, e che lui è intervenuto; lettera dell’officiale ducale al duca: lo informa che, per rendere possibile il ritrovamento dei beni sottratti alla banca di Mercadante, sta cercando di mettere in atto le istruzioni del duca per far rilasciare Lazzaro a condizione che il figlio lo sostituisca negli arresti
SCHEDATORE: Luca Campisi









