LUOGO EVENTO: Pavia

DATA EVENTO: 1479, aprile 28

DESCRIZIONE

Lettera del duca e della duchessa al commissario, al podestà e a dodici dirigenti del Comune di Pavia, in merito alla visita dei loro due delegati: i delegati lamentano il fatto che Bellomo e Donato, i due sospettati nella vicenda dell’omicidio rituale di Arena Po, siano stati portati a Milano, minando così l’autorità giudiziaria della città; essi chiedono che i sospetti vengano restituiti per essere processati davanti al podestà di Pavia; il duca e la duchessa sostengono che in realtà non ci sono motivi di denuncia, in quanto la gravità e l’importanza del crimine ne richiedevano l’indagine da parte dei duchi; se i sospetti si fossero rivelati fondati, i sospetti sarebbero stati consegnati a Pavia per l’esecuzione della pena; poiché, tuttavia, l’accusa si è rivelata falsa e il ragazzo, Turluru, che si credeva fosse stato ucciso dagli ebrei, è sano e salvo, il duca e la duchessa esprimono il loro stupore per la diffamazione; di conseguenza, ordinano che i sospetti siano rilasciati immediatamente e che i loro beni siano restituiti; osservano che non solo la città di Pavia non ha motivo di lamentarsi, ma al contrario dovrebbe essere grata a loro per aver scoperto la verità di quella scandalosa imputazione; i conclusione, il duca e la duchessa esortano il commissario e il podestà a fare in modo che gli ebrei sotto la loro giurisdizione non subiscano alcun danno




SCHEDATORE: Luca Campisi

LEGAMI