INTRO
Lettera del duca al podestà di Alessandria: Bartolomeo di Gavi, a nome proprio e di altri, ha presentato una protesta contro Benedetto e sua moglie Bona, che si sono trasferiti ad Alessandria; li accusa di aver sottratto i pegni acquistati in conto deposito quando erano proprietari del banco di Gavi; il podestà deve accertare il fondamento dell’accusa e, nel caso, far restituire tutti gli oggetti sottratti; se dovesse emergere che anche i libri contabili sono stati falsificati, dovrà portare Benedetto in tribunale e multarlo; lettera del duca al podestà di Alessandria: Benedetto ha protestato con il duca per il comportamento del podestà; ordina al podestà di agire secondo giustizia e di punire chi ha mosso la falsa accusa; lettera del duca al podestà di Alessandria: è stato informato dal vicario e dal luogotenente del podestà dell’accusa mossa a Benedetto, ma è convinto che questi non abbia fatto nulla di male; forse la moglie Bona dovrebbe essere punita, ma il duca, nella sua misericordia, desidera che l’intera questione venga lasciata cadere; dopo che Benedetto avrà soddisfatto coloro che si sono lamentati di lui, il podestà dovrà fare in modo che sia l’uomo che la moglie siano lasciati in pace; lettera del duca al podestà di Alessandria: alla luce delle informazioni ricevute, il duca rinnova l’ordine al podestà di annullare qualsiasi garanzia fornita da Benedetto e di non molestarlo ulteriormente; lettera del duca al podestà di Alessandria: a seguito della nuova protesta presentata da Benedetto e dalla moglie Bona nei confronti dei loro creditori, si ordina al podestà di annunciare, ad Alessandria o a Gavi, che i creditori hanno un periodo di uno o due mesi per presentare le loro richieste; alla fine del periodo stabilito, se nessuno si presenta, il podestà dovrà annullare la fideiussione prestata da Benedetto e Bona
SCHEDATORE: Luca Campisi









