LUOGO EVENTO: Melegnano

DATA EVENTO: 1470

DESCRIZIONE

Benedetto di Cremona si rivolge al duca, affermando che gli abitanti di Melegnano lo hanno invitato a fondare una banca in città e hanno stipulato un contratto con lui; egli si è stabilito nel luogo e ha iniziato a prestare denaro a interesse, ma dopo qualche tempo è comparso Mosè di Lodi, sostenendo di avere un contratto precedente con gli abitanti del luogo; è nata una disputa tra Mosè e Benedetto, le parti si sono rivolte al duca e la questione venne discussa nel Consiglio di Milano; si è deciso di dare la preferenza a Benedetto rispetto a Mosè, le parti sono state informate della decisione e le cose sono rimaste così per nove mesi; i nemici di Benedetto si sono rivolti allora al duca sostenendo, tra l’altro, che egli era giunto in quel luogo contro la volontà dei residenti, che il suo arrivo violava gli Ordini di Sant’Ambrogio, in base ai quali non era permesso agli ebrei di vivere in quel luogo, e che le persone del luogo, che avevano firmato il contratto con Benedetto, non erano autorizzate a farlo; i nemici di Benedetto hanno ottenuto dal duca un ordine che stabiliva che, se le accuse contro Benedetto fossero state fondate, egli sarebbe stato espulso dal luogo; Benedetto ha negato tutte le accuse e il duca ha chiesto un altro parere ai melegnanesi; la maggior parte di essi si è schierata con Benedetto, ma il preposito locale ha riunito alcuni cittadini e ha posto un divieto a chiunque fosse d’accordo con la permanenza di Benedetto nel luogo; alla luce di questa situazione, Benedetto chiede ora al duca di ordinare che tutti i prestiti da lui fatti vengano restituiti entro un mese e che venga risarcito per le perdite che subirà con l’espulsione, oppure che il divieto venga ignorato




SCHEDATORE: Luca Campisi

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