INTRO
Isacco e Giuseppe, figli di Manasse di Piacenza, rivolgono una petizione al duca: nel 1463 furono mosse alcune accuse contro Giuseppe, figlio di Giacobbe di Alessandria, e suo figlio Abramo; Isacco e Giuseppe, insieme a Salomone di Monza, sono intervenuti presso il duca e sono riusciti a ottenere il perdono in cambio di una somma di denaro fornita da Abramo; il denaro fu consegnato segretamente e senza ricevuta, e l’indulto fu formulato in modo che sembrasse che l’accusato non avesse mai commesso alcun crimine; in seguito, però, Giuseppe d’Alessandria e suo figlio Abramo hanno dichiarato che Isacco e Giuseppe non avevano dato il denaro al duca in quel momento, ma lo avevano messo di tasca propria; hanno portato Isacco e Giuseppe in tribunale davanti al podestà di Pavia, che ha arrestato Giuseppe; Isacco è poi andato a incontrare il duca al campo militare e si è lamentato con lui; il duca ha quindi ordinato al podestà di rilasciare Giuseppe, ma prima di ricevere l’ordine, il podestà ha percosso Giuseppe e gli ha estorto una confessione sotto la minaccia di ulteriori torture; Isacco e Giuseppe chiedono al duca di ripetere l’ordine al podestà di liberare Giuseppe e di ordinare al commissario di Piacenza di avviare un’azione legale contro Giuseppe di Alessandria per il danno arrecato a Isacco e Giuseppe
SCHEDATORE: Luca Campisi









