INTRO
Marco, figlio di Mosè Furlano, rivolge una petizione al duca e alla duchessa: ha lasciato Cremona a causa delle cattive condizioni economiche e delle pressioni esercitate dai suoi creditori; alcuni di loro, sia cristiani che ebrei, tra cui Mosè, detto Angelo, di Castelleone, sono entrati nella sua casa a Cremona, hanno preso tutto ciò su cui potevano mettere le mani e l’hanno spogliata; Angelo non ha rispettato il documento ebraico, che lui e Marco avevano firmato per regolare la questione del debito, e ha anche ottenuto ordini dai duchi, che imponevano al referendario di Cremona di prendere ulteriori misure contro Marco; il referendario si rifiuta di dare a Marco copia di questi ordini, per cui Marco chiede che il duca e la duchessa incarichino il funzionario di archiviare la questione e di deferirla al podestà, che ha la facoltà di occuparsi di procedimenti giudiziari che coinvolgono gli ebrei (lo stesso fascicolo contiene una petizione di Angelo: Marco ha un debito di 1000 ducati, di cui 500 dovuti ad Angelo, che non è riuscito a recuperare il suo denaro; chiede quindi di non dover subire perdite a causa della partenza di Marco)
SCHEDATORE: Luca Campisi









