John Selden (1584-1654)
John Selden (1584-1654), giusnaturalista, uomo politico ed ebraista inglese è noto per la vasta produzione intellettuale che spazia dal diritto alla storia e alla teologia. Tra le sue opere più emblematiche figura Uxor Ebraica, seu De nuptiis et divortiis ex jure civili, id est, divino et talmudico veterum Ebraeorum, un trattato che esplora il matrimonio ebraico come categoria giuridica e culturale paradigmatica. Pubblicato nel 1646, successivamente al monumentale De Jure Naturali et Gentium juxta disciplinam Ebraeorum (1640), questo trattato rappresenta un tentativo di analisi di istituzioni giuridiche e sociali universali attraverso il prisma della tradizione ebraica. L’obiettivo del presente percorso è quindi presentare brevemente l’Uxor Ebraica come modello esemplificativo all’interno del percorso di IN-ITALJA, evidenziando il suo contributo al pensiero giuridico dell’età moderna.

National Portrait Gallery, London, Wikimedia Commons, PD
Il contesto storico e intellettuale
John Selden, come molti pensatori seicenteschi, è vissuto in un’epoca caratterizzata da intensi dibattiti religiosi e giuridici. La sua opera si può collocare pertanto sia nel quadro del lungo Rinascimento europeo, che vedeva una riscoperta delle fonti classiche, sia nel contesto dell’ebraistica cristiana, all’interno della quale una crescente attenzione verso le tradizioni ebraiche forniva nuovi contenuti e spunti di riflessione agli eruditi del tempo. In particolare, l’interesse di Selden per il diritto ebraico non si limitava a una semplice curiositas, ma mirava a identificare principi universali che potessero informare le leggi naturali e il diritto delle nazioni. In questo senso, l’Uxor Ebraica rappresenta un tentativo di integrare la dimensione normativa ebraica nel più ampio discorso giuridico europeo.
Il matrimonio ebraico come modello normativo
Nell’Uxor Ebraica, Selden analizza in dettaglio le norme che regolano il matrimonio nella tradizione ebraica, includendo aspetti come il contratto matrimoniale tipico dell’ebraismo (ketubah), le regole di divorzio, separazione e ripudio, così come i diritti e doveri reciproci dei coniugi in un contesto spiccatamente contrattualistico. In altre parole, Selden interpreta questo esteso jus ebraeorum non solo come peculiarità di una cultura – giuridica e no – specifica, ma anche come espressione di principi etici e giuridici che trascendono il contesto ebraico. Il matrimonio, nella lettura di Selden, è quindi tanto una delle strutture fondamentali per l’ordine sociale quanto un microcosmo di relazioni giuridiche e negoziali inter duas.

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Il metodo di Selden: tra filologia e diritto comparato
Uno degli aspetti più interessanti del lavoro di Selden, quasi da rendere l’opera un trattato etnografico ante litteram, è l’approccio metodologico. Selden combina infatti una rigorosa analisi filologica delle fonti ebraiche – come la Mishnah, il Talmud e i commentari rabbinici – con una prospettiva di diritto comparato. Questo gli consente di mettere in dialogo tradizioni giuridiche diverse, evidenziando convergenze e divergenze. Per Selden, il diritto ebraico non è un sistema isolato, ma un corpus vivo in grado di fornire una lente inedita attraverso cui osservare e comprendere la varietà delle esperienze normative umane.
Il contributo teologico e morale
Sebbene Selden fosse un laico, il suo lavoro è profondamente influenzato da preoccupazioni teologiche. Nell’Uxor Ebraica, il matrimonio è visto non solo come un contratto legale, ma anche come un’istituzione che riflette l’ordine naturale divino sancito nei primigeni comandamenti noachidi. Da questo giusnaturalismo su base biblica Selden passa poi all’ebraistica giuridica, attribuendo al diritto ebraico una funzione paradigmatica nel mostrare come le leggi umane possano essere ancorate a principi morali universali. Questo approccio, a conti fatti, risulta in parte anticipatore del dibattito moderno sulla relazione tra diritto naturale e diritto positivo.
L'”Uxor Ebraica” e l'”Historia de gli riti hebraici” di Leone Modena
Un elemento interessante del lavoro di Selden è la sua interazione con testi coevi che trattano la cultura ebraica, come l’Historia de gli riti hebraici del rabbino veneziano Leone Modena. Manoscritta nel 1617 circa, l’opera di Modena è una descrizione dettagliata delle pratiche religiose ebraiche destinata a un pubblico cristiano protestante. Selden, che riuscì ad avere il manoscritto originale l’ambasciatore inglese a Venezia, ne apprezzò il valore divulgativo e lo utilizzò come fonte integrativa per le sue ricerche. Tuttavia, mentre Modena si concentrava su un resoconto fenomenologico delle tradizioni ebraiche, Selden tendeva a un’analisi più sistematica e comparativa, inserendo le pratiche descritte da Modena in un contesto giuridico e filologico più ampio. La mobilità di un’opera come l’Historia de gli riti hebraici dimostra la vivacità dinamica delle opere di argomento ebraico nel Seicento, confermando le connessioni fra mondo ebraico, mondo protestante e mondo erudito.

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La giurisdizione sul matrimonio e la propensione erastiana
Un elemento centrale del pensiero di Selden è la sua concezione della giurisdizione matrimoniale, influenzata dalla sua propensione erastiana. Selden sosteneva che il matrimonio, pur avendo una dimensione spirituale, dovesse essere regolato principalmente dall’autorità civile. Questo riflette la sua convinzione che le istituzioni religiose dovessero sottostare al controllo dello Stato nelle questioni di ordine pubblico e giuridico. Nel contesto dell’Uxor Ebraica, Selden utilizza il diritto ebraico come esempio di una tradizione in cui i matrimoni erano amministrati da autorità locali con un forte legame con le esigenze della comunità. Tale visione anticipa alcuni degli sviluppi moderni nel diritto matrimoniale, in cui il ruolo dello Stato è preminente rispetto a quello delle autorità religiose.
Conclusione
L’Uxor Ebraica di John Selden rappresenta una pietra miliare nella storia del pensiero giuridico e culturale. Attraverso l’analisi del matrimonio ebraico, Selden offre una prospettiva unica sulle connessioni tra diritto, morale e giurisdizione. Nonostante alcuni limiti, dati da un relativo isolamento di Selden rispetto al coevo mondo ebraico vero e proprio, il suo lavoro rimane un ottimo esempio di come tradizioni specifiche possano essere utilizzate per interrogare e arricchire un discorso più ampio. L’influenza di quest’opera si estende infatti ben oltre il contesto storico in cui fu scritta, dal momento che con l’Uxor Ebraica Selden ha contribuito a definire il campo del diritto comparato e a promuovere una conoscenza interculturale che dimostra la sua rilevanza anche oggi.
Come citare questo articolo
Alberto Scigliano, "La “Uxor Ebraica” di John Selden. Una categoria paradigmatica", in in-italia.org, 2025-03-01 12:48
https://in-italja.org/en/storia/la-uxor-ebraica-di-john-selden-una-categoria-paradigmatica/
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