L’inizio della politica antiebraica del Regime (1936-1938)
Dopo le prime avvisaglie nel 1936, la politica antiebraica del regime fascista si concretizza in una successione di atti e provvedimenti legislativi che mutano radicalmente le condizioni degli ebrei in Italia. Nel luglio 1938 viene presentato “Il Fascismo e i problemi della razza” – il cosiddetto “Manifesto della razza” – nel quale si sostiene pseudoscientificamente l’esistenza di razze superiori e razze inferiori tra le quali la “razza ebraica”. Il 22 agosto 1938 il Regime rileva la presenza ebraica con il primo censimento su base razzista dei propri cittadini, il 5 settembre studenti, docenti e personale tecnico-amministrativo vengono espulsi da scuole e università e il 7 settembre viene vietato agli ebrei stranieri – arrivati in Italia dopo il 1919 – di risiedere sul territorio italiano. Due mesi dopo, il 17 novembre 1938 vengono promulgati da Vittorio Emanuele III, su proposta di Benito Mussolini, i “Provvedimenti per la difesa della razza italiana”.

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Le leggi razziste del 1938
I Provvedimenti per la difesa della razza italiana, oltre a fornire la definizione giuridica di “appartenente alla razza ebraica”, ne colpivano i diritti civili, lavorativi e patrimoniali. Le leggi vietavano il matrimonio “misto” tra ebrei e non ebrei, annotavano l’appartenenza ebraica nei registri dello Stato Civile e dell’Anagrafe, vietavano di esercitare l’ufficio di tutore o curatore di persone non ebree e minacciavano di togliere la patria potestà ai genitori con figli di altra religione.
Vietavano il lavoro nelle amministrazioni civili e militare dello Stato, nel Partito Nazionale Fascista, nelle amministrazioni locali e parastatali, in generale in tutti gli “Enti ed Istituti di diritto pubblico, anche con ordinamento autonomo, sottoposti a vigilanza o a tutela dello Stato, o al cui mantenimento lo Stato concorra con contributi di carattere continuativo”, oltre che nelle banche di interesse nazionale e nelle assicurazioni. Entro tre mesi dal decreto tutti i dipendenti che si trovavano in queste condizioni dovevano essere dispensati dal servizio. Infine, non era consentito avere alle proprie dipendenze personale domestico non ebreo.

Archivio Storico Intesa Sanpaolo, Cariplo, Personale
La normativa che colpisce immobili e aziende (1939)
Per quanto riguarda patrimoni e imprese, l’art. 10 vietava agli ebrei di essere proprietari o gestori, a qualsiasi titolo, di aziende dichiarate di interesse nazionale e di qualunque natura con più di 100 dipendenti e di essere proprietari di terreni con un estimo superiore a 5.000 lire e/o fabbricati urbani con un imponibile superiore a 20.000 lire.
Esentati da questi ultimi divieti erano gli ebrei che dimostravano specifiche benemerenze nei confronti dello Stato e coloro che avevano aderito al Fascismo precocemente, prima della Marcia su Roma, o nei sei mesi successivi all’uccisione di Giacomo Matteotti. Potevano essere dispensati anche i combattenti “nelle guerre libica, mondiale, etiopica, spagnola” che avessero ottenuto almeno la croce al merito di guerra, oltre che i mutilati nelle stesse guerre e i “mutilati, invalidi, feriti della causa fascista”. Tutti coloro che rispettavano questi requisiti potevano tentare di richiedere la discriminazione.

Archivio Storico Intesa Sanpaolo, Cariplo, Fondo EGELI, fasc. Norsa Umberto
Nasce l’EGELI (1939-1940)
Il 9 febbraio 1939 veniva emesso il decreto legislativo n. 126 dal titolo “Norme di attuazione ed integrazione delle disposizioni sui limiti di proprietà immobiliare e di attività industriale e commerciale per i cittadini italiani di razza ebraica” che, oltre a definire le proprietà immobiliari soggette a limitazione, prevedeva la nascita di un “Ente denominato Ente di Gestione e Liquidazione Immobiliare avente sede in Roma, col compito di provvedere all’acquisto, alla gestione e alla vendita dei beni”. L’ente era composto da un consiglio di dieci membri, scelti direttamente da Mussolini e rappresentanti ministeri e istituzioni fasciste, fu nominato presidente Demetrio Asinari di Bernezzo e, alla sua morte, Cesare Giovara. L’EGELI era supportato da una rete di 19 istituti di credito, specializzati nel credito fondiario, con i quali vennero firmate delle convenzioni. Ogni istituto aveva una regione o area geografica di riferimento. In Lombardia venne delegata al supporto dell’EGELI la Sezione di Credito Fondiario della Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde.
Espropri (1939-1943)
L’iter burocratico prevedeva che ogni proprietario denunciasse entro 90 giorni i suoi beni all’Ufficio Distrettuale delle Imposte, sulla base di questa denuncia l’Ufficio Tecnico Erariale distingueva, per i beni che superavano i limiti previsti dalla legge, tra la quota “consentita”, che rimaneva di proprietà e la quota “eccedente”, nettamente prevalente, che doveva essere espropriata. A questo punto subentrava la gestione dell’EGELI che affidava agli istituti di credito il compito di compiere tutti gli accertamenti necessari sui beni (visure catastali, ipoteche, passaggi di proprietà) per poi arrivare al vero e proprio esproprio. Una volta espropriati i beni, le banche si occupavano della gestione delle manutenzioni, degli affitti e delle trattative per la vendita di immobili e terreni. In Lombardia tra le quarantadue pratiche trattate dall’Ufficio EGELI del Credito Fondiario si procedette alla vendita di sei tra immobili e terreni agricoli. L’iter di esproprio veniva abbandonato nei casi di persone che ottenevano la discriminazione.
Confische e sequestri (1943-1945)
Con l’armistizio e l’occupazione tedesca di buona parte dell’Italia iniziano le stragi e le deportazioni degli ebrei. Il 30 novembre 1943 il ministro dell’Interno Guido Buffarini Guidi emette l’ordine di polizia n. 5 che prevedeva l’arresto di tutti gli ebrei, anche i discriminati e la loro deportazione in campi di concentramento, oltre al sequestro di tutti i loro beni mobili e immobili. Il decreto n. 2 del 4 gennaio 1944 sancisce l’obbligo di denuncia alle autorità da parte di chiunque detenga beni di proprietà ebraica e ne prevede la confisca e l’affidamento in gestione all’EGELI. I provvedimenti di confisca e sequestro colpiscono ogni tipo di bene: stabili, terreni, imprese, oggetti d’uso quotidiano, arredi, gioielli, capi d’abbigliamento, pensioni, titoli, azioni, obbligazioni, conti correnti, libretti di risparmio, libri, strumenti musicali, opere d’arte, diritti d’autore, perfino i giocattoli.
Restituzioni (1945-1957)
Nell’Italia liberata l’abrogazione delle leggi razziali e di quella parte dei loro provvedimenti che colpivano i diritti alla proprietà venne sancita dall’emanazione dei regi decreti legge n. 25 e n. 26 del 20 gennaio 1944, quest’ultimo pubblicato soltanto il 5 ottobre 1944. Della stessa data il decreto luogotenenziale “Assetto della legislazione nei territori liberati” che definiva prive di efficacia giuridica “le confische e i sequestri disposti da qualsiasi organo amministrativo o politico […] adottati sotto l’impero del sedicente governo della repubblica sociale italiana”.
I beni requisiti attraverso la Cariplo furono oggetto di restituzione attraverso una procedura burocratica normata dall’EGELI che prevedeva anche il pagamento per i proprietari di una quota delle spese di gestione.
Quale archivio dietro ai dati
L’Ufficio EGELI del Credito Fondiario della Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde aveva sede nell’edificio di via Verdi a Milano, diretto dal funzionario Guido Faustinelli fu operativo fino al 1957. La documentazione dell’attività svolta venne trasferita negli anni Ottanta nell’Archivio di deposito di via della Chiusa a Milano e fu oggetto di un primo parziale intervento di carotaggio in occasione del lavoro della Commissione Anselmi alla fine degli anni Novanta. Trasferito nell’Archivio Storico Intesa Sanpaolo, il fondo è stato riordinato e inventariato negli anni 2018-2020. È composto da 334 cartelle e conserva la documentazione dell’attività di esproprio, sequestro e confisca dei beni ebraici tra il 1939 e il 1945, nonché del sequestro dei beni dei cittadini cosiddetti nemici, ossia con cittadinanza di Paesi in guerra contro l’Italia.

Archivio Storico Intesa Sanpaolo, Cariplo, Fondo EGELI
Come citare questo articolo
Carla Cioglia, "Espropri, sequestri e confische di beni ebraici. ", in in-italia.org, 2025-04-01 06:26
https://in-italja.org/storia/espropri-sequestri-e-confische-di-beni-ebraici/
CC BY-NC 4.0













